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Nevicata improvvisa

Della serie: ogni scusa è buona per fotografare! Da un po’ di tempo ho meno opportunità di andare in giro a scattare foto, tuttavia non demordo e quando posso, utilizzo casa mia come punto d’osservazione.

La fitta nevicata di due giorni fa mi ha offerto lo spunto per osservare la gente per strada, colta da una piccola bufera e costretta ad affrettare (si fa per dire) il passo. L’occasione è stata interessante anche per testare il piccolo sensore da 6 megapixel della mia vecchia Nikon D50, acquistata usata a Dicembre scorso grazie a un fortunato colpo di…. intuito!

In alcuni post ho già mostrato gli scatti eseguiti con questa reflex in diverse condizioni di luce: mattina presto, mezzogiorno, tramonto. Stavolta ho voluto provare la D50 sempre di mattina, ma con una luminosità scarsa causata dalla nevicata.

Un po’ di ironia

Mi piace aggiungere un tocco di ironia alle mie foto, ma in questo caso non ho dovuto fare altro che puntare e scattare. Naturalmente non c’è stato alcun intento derisorio nei confronti del proprietario dell’auto, ma non ho potuto fare a meno di fotografare quel cartello.

street.fun.ironic

 

Only Chanel N° 5

Quando cammino per strada noto ogni particolare, sia che si trovi all’altezza dei miei occhi, sia se si trovi in alto o in basso. Sarà per via della curiosità, ma ci sono momenti in cui sono contento di questa mia tendenza a non farmi sfuggire nulla.

È il caso di questa foto scattata a una vecchia Renault 4 parcheggiata nelle vicinanze della mia auto. A tale proposito ho un piccolo aneddoto da raccontare: mentre stavo scattando la foto, mi sono accorto che dall’altro lato della strada c’era un ragazzo che aveva appena parcheggiato e che mi stava fissando, pensando forse di essere lui la preda della mia reflex.

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Dietro le quinte

A volte mi capita di percorrere le strade secondarie delle città, scoprendo quel che c’è dietro le quinte delle vie principali.  Mi soffermo a guardare questo paesaggio urbano e percepisco un’atmosfera sospesa tra la vita e la morte.

Qui non penetra nemmeno un pallido raggio di sole a scacciare l’umidità che corrode queste case disabitate. Finestre e calcinacci cadenti mi accolgono con sospetto, mentre pochi metri più in là c’è un altro mondo.

La conversione al colore

L’ultima mia volta a Lecce ha rappresentato una svolta: in fase di postproduzione ho capito che potevo servirmi del colore, senza perdere il risultato cercato negli ultimi anni col bianco e nero. Il colore della pietra leccese conferisce una certa delicatezza alle scene di strada: perché non sfruttarla per evidenziare i soggetti, senza altre distrazioni?

Da quel momento in poi, ho messo in secondo piano il bianco e nero anche su consiglio del mio maestro, secondo cui un conto è la resa della pellicola, un altro desaturare completamente un file digitale, data l’enorme perdita di dati.