Mese: ottobre 2017

Uno spazio mutato

Pale eoliche che sovrastano un rudere risalente all’epoca della Riforma agraria fino ad annientarne la dimensione in uno spazio profondamente mutato. La foto è stata scattata ad aprile nei dintorni di Minervino Murge e rappresenta solo una piccola parte dell’estensione di parchi eolici sorti tra l’Alta Murgia, il Sub Appennino Dauno e parte del Tavoliere.

pale_eoliche_in_puglia

Quel che resta

Questo è quel che resta della Riforma agraria: una costellazione di ruderi a testimonianza del vuoto venutosi a creare con l’emigrazione destinata alle fabbriche e alle grandi città. Porte e finestre spalancate sul mondo circostante per metà abbandonato, per metà stravolto dalla modernità.

Le foto sono state scattate a maggio nel territorio di Spinazzola.

 

Momenti di passaggio

Momenti di passaggio, di pausa, in cui l’uomo svanisce lasciando incompiuta l’opera. Che si tratti di rottami accumulati provvisoriamente, oppure di un tentativo di riparazione, oppure ancora di qualcuno che ha lasciato una sedia per strada, come se non avesse visto abbastanza ripromettendosi di tornare.

Le foto sono state scattate a Trani, tra gli scorsi mesi di Dicembre e Marzo.

In cerca di qualcosa

Ho trascorso i mesi a cavallo tra l’inverno e la primavera scorsi in giro a scattare foto, macinando chilometri a piedi noncurante della fatica e del tempo impiegato. Uno dei temi che ho maggiormente sviluppato è stato il rapporto tra l’uomo e il mare.

Sembra strano, tuttavia a volte le fotografie sono servite su un piatto d’argento, pronte a essere notate prima ancora di essere scattate. Portare con sé la macchina fotografica e dirigersi in riva al mare: qualcosa accadrà senz’altro.

La distesa d’acqua è completamente piatta, il classico specchio. Un gruppo di persone sparpagliate nel raggio di un centinaio di metri è intento a cercare qualcosa.

Nessuno sembra fare caso al sottoscritto, evidentemente la ricerca è troppo importante per alzare lo sguardo verso un ficcanaso che imbraccia una macchina fotografica. Le foto in questione sono state scattate lo scorso Dicembre sul litorale di Barletta.

Guido Flaneur, lettore

Chi non ha mai visto coi propri occhi, oppure almeno in fotografia, le scalinate riempite di versi poetici nel centro antico di Polignano a Mare? Ebbene, lo scorso mese di marzo ho avuto il piacere di conoscere l’autore di quelle scritte divenute ormai famose: Guido Flaneur.

Una mattina di marzo, approfittando della bella giornata, decisi di andare a San Vito, un borgo nelle immediate vicinanze di Polignano a Mare, con lo scopo di scattare qualche foto. Arrivato nei pressi del porticciolo, intravidi da lontano un signore intento a scrivere su una cassetta di legno.

Ecco il primo errore: non stava scrivendo, bensì leggendo. Guido Flaneur si definisce infatti “lettore” e giammai credere ai propri occhi che lo vedono scrivere dei versi.

Non è facile capire una mente libera, proprio perché siamo schiavi del ragionamento, della logica che ci costringe in compartimenti stagni, dandoci spesso l’illusione di essere liberi pensatori. I nostri occhi vedono qualcuno impugnare un pennarello e tratteggiare dei caratteri su una superficie: questa persona sta senz’altro scrivendo.

Invece no: Guido Flaneur legge ed è talmente libero che un bel giorno decise di cancellare il prodotto della sua “lettura”.

Osservare le abitudini

In beata solitudine o in compagnia, per lavoro o per piacere, il rapporto tra l’uomo e il mare è alla base di questa serie di fotografie scattate a Trani nel dicembre dell’anno scorso. Il sole è sorto da poco e le prime luci dell’alba illuminano quei pochi temerari abituati a sfidare l’umidità penetrante.

Questa passeggiata fotografica è stata anche l’occasione per conoscere meglio gli abitanti del posto, seguirne silenziosamente i passi e osservarne le abitudini.

Al lavoro lontano da casa

Nei borghi agricoli della Murgia barese, le giornate cominciano prima del sorgere del sole. Da ore, buona parte della popolazione è già al lavoro lontano da casa.

Le strade e le piazze, luoghi di socializzazione più tradizionali, mi accolgono in silenzio. Lo spazio in cui ci si muove è talmente ridotto che sembra di passeggiare furtivamente in una proprietà privata.

Le foto sono state scattate tra novembre e aprile a Montegrosso (frazione di Andria) e a Poggiorsini.