La presenza nell’assenza

Questo progetto consiste in un’analisi del territorio a cavallo di Puglia e Basilicata e rappresenta l’inizio di un’esplorazione fotografica più ampia. Articolato in dieci fotografie a colori scattate tra Minervino Murge, Spinazzola e Palazzo San Gervasio in un periodo compreso tra i mesi di marzo e luglio 2017, rappresenta il lavoro svolto durante i quattro mesi di corso presso la scuola “Camera Chiara” di Bari.

Il paesaggio che si estende dall’Alta Murgia all’Alto Bràdano ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli, con tracce ben visibili anche dopo l’abbandono di queste zone da parte dell’uomo.

Si parte dall’osservazione del materiale preminente di questo territorio: la pietra. L’uomo si è servito di essa per scavare e ricavare un riparo, fino a estrarne a sufficienza per edificare le sue abitazioni.

Caverne, masserie, case coloniche: differenti tipi di abitazioni per altrettante epoche diverse. Ci si guarda intorno avvolti dal silenzio, sembra che non ci sia più nessuno ma è solamente un’impressione: ci sono luoghi, infatti, in cui la presenza umana tende a confondersi con la sua stessa assenza.

Occhi che vedono: un percorso da seguire

Occhi che vedono: un percorso da seguire

Ciao a tutti, questo mio primo post chiude definitivamente il cerchio del blog precedente chiamato neversaynotoaphoto, attraverso cui ho provato a condividere le emozioni e le suggestioni derivanti dai luoghi che ho visitato e dagli eventi a cui ho assistito. Sono stati mesi molto intensi, in cui ho avvertito sempre di più l’esigenza di andare oltre il semplice aspetto emotivo e le riflessioni scaturite dalle immagini che hanno riempito i miei occhi.

Non è un caso se l’ultimo post che ho pubblicato nell’altro blog si intitola “Un percorso da seguire”. È tra quelle righe, infatti, che trapela il mio desiderio di cambiamento, la necessità di intraprendere un percorso di conoscenza che renda più chiaro il mio legame con la fotografia e le energie positive che da essa derivano.